Film

Il cinema aiuta a dare voce alle nostre parti mute: non c'è come un film, una scena o un dialogo sul grande schermo per illuminare qualcosa di noi che fino a quel momento era avvolto nel buio. Ecco alcune proposte di Solidare per capire meglio noi stessi e gli altri.

n e i   c i n e m a   d i   m i l a n o

Vale sempre la pena di dare un'occhiata alla programmazione dei cinema AnteoBeltradeMexico e Cinemino.

SEGNALATI

IN GUERRA  -  TUTTI LO SANNO  -  SENZA LASCIARE TRACCIA  -  NOTTI MAGICHE -  FIRST MAN, IL PRIMO UOMO -  LA DISEDUCAZIONE DI CAMERON POST -  SETTE SCONOSCIUTI A EL ROYALE  -  DISOBEDIENCE  -  IL VERDETTO  -  SOLDADO -  THE WIFE VIVERE NELL'OMBRA  -  BLACKKKLANSMAN  -  LA CASA DEI LIBRI  -  GIRL  -  A VOCE ALTA  -  SEMBRA MIO FIGLIO  -  IL MAESTRO DI VIOLINO  -  SULLA MIA PELLE  -  UN AFFARE DI FAMIGLIA

DA VEDERE

IL VERDETTO, THE CHILDREN ACT di Richard Eire
Per quanto chiaro e inequivocabile, il titolo italiano di questo gioiello cinematografico è fuorviante perché induce a pensare che il nocciolo della trama sia la sofferta questione che il giudice dell’Alta Corte britannica Fiona Maye, specializzata in diritto di famiglia, è chiamata a dirimere a proposito di un minorenne affetto da leucemia e dei suoi genitori che, in quanto testimoni di Geova, sono contrari ad accettare una trasfusione di sangue senza la quale il giovane sarebbe condannato a una morte certa e straziante. 
In realtà il film parla sostanzialmente d’altro, e cioè di quanto un ruolo possa ingessarci e impedirci di essere e di sentirci umani, partecipi della vita altrui. Certamente il titolo del libro di Ian McEwan su cui poggia solidamente la sceneggiatura, La ballata di Adam Henry, avrebbe avuto meno appeal commerciale, per quanto sia indubbio che abbia un respiro e un’apertura di senso maggiore.
Come ricorda con regale austerità la Maye, nelle aule dei tribunali si applica la legge, non la morale. E la legge, come un verdetto, lascia poco spazio a dubbi: il minore va tutelato e difeso, gli va data la possibilità di aprirsi al mondo. Quindi la trasfusione si farà. Ma la giudice prima di esprimersi decide inaspettatamente di andare in ospedale da Adam per chiedergli espressamente quale sia la sua volontà. Questa decisione alquanto stramba apre una breccia inattesa e straniante, che sorprende sia lei sia il ragazzo. E’ uno spiraglio che apre ma incrina - complice una sublime poesia di Yeats riportata in calce - in maniera impercettibile quanto netta la vita di entrambi; solo che Fiona si impedisce di viverla: ne è attratta, sente sottopelle un fremito, intuisce quale sia la posta in gioco, ma soffoca tutto e lo comprime dentro il ruolo impassibile, glaciale e crudele della giudice irreprensibile, della donna inavvicinabile dai sentimenti, di una persona priva di umanità. Perfetta, quanto può esserlo un monolite.
Nella scena chiave del film il ragazzo le domanda a muso duro per quale motivo è andata a trovarlo, ben sapendo che la legge era chiara e inequivocabile sull'argomento e sulla scelta da prendere: lei infatti non avrebbe potuto fare altrimenti. Ma allora perché quella mossa bislacca, sgorgata dall’inconscio, allo stesso tempo spontanea e ambigua? La domanda rimane senza risposta e si infrange sulla sua sgomenta impotenza. Così come i genitori e i testimoni di Geova volevano rigettare il sangue perché convinti che avrebbe contaminato l’anima, allo stesso modo Fiona rigetta ogni possibile coinvolgimento emotivo col ragazzo che ha “messo al mondo” per legge, proprio lei che non ha avuto figli e il cui matrimonio è allo sbando, sempre a causa della sua rigidità. Anche lei non vuole essere toccata, contaminata dall’Altro, perché incapace di andare lei stessa nel mondo come spontaneamente le propone Adam, magari in viaggio su una nave…
Il suo ruolo l’avvolge non già come una pelle che lascia traspirare, che permette uno scambio tra un dentro e un fuori, bensì come un’armatura di ghiaccio che spegne ogni passione e che trattiene le lacrime; quelle che alla fine usciranno quando la disperazione e il dramma si saranno compiuti, permettendo una rinascita che inizierà dal cimitero, insieme al marito…
Gran parte del merito e della riuscita del film, per quanto tutto sia magistrale, va dato innanzi tutto a Emma Thompson e in buona parte anche ai due comprimari, il ben noto Stanley Tucci e il promettente Fionn Whitehead.

Fu là nei giardini dei salici che io e la mia amata ci incontrammo;
Ella passava là per i giardini con i suoi piccoli piedi di neve.
M’invitò a prendere amore così come veniva, come le foglie crescono sull’albero;
Ma io, giovane e sciocco, non volli ubbidire al suo invito.
Fu in un campo sui bordi del fiume che io e la mia amata ci arrestammo,
E lei posò la sua mano di neve sulla mia spalla inclinata.
M’invitò a prendere la vita così come veniva, come l’erba cresce sugli argini;
Ma io ero giovane e sciocco, e ora son pieno di lacrime.
William Butler Yeats

RIASSUNTI  PER  ARGOMENTO

Nel documento in allegato abbiamo selezionato alcuni film vecchi e nuovi, e li abbiamo suddivisi per argomento. L'elenco risente di una inevitabile soggettività e ovviamente alcuni titoli possono fare riflettere su più argomenti, oltre a quello indicato.

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